Il lato oscuro dell'essere umano: Animali Notturni, il nuovo film di Tom Ford

22 NOVEMBRE 2016

Me li ricordo ancora gli articoli tiepidi e scettici che uscirono nel 2009 quando Tom Ford stava per approdare al Lido di Venezia per presentare il suo primo film "A Single Man", tratto dal romanzo di Isherwood "Un uomo solo". Uno stilista, ex direttore creativo di Gucci, che si improvvisa regista e produttore? Non era pensabile per la stampa. Nonostante lo scenario iniziale non del tutto positivo, il film d'esordio di Tom Ford alla Mostra del Cinema di Venezia stupì la critica. Tom tornò negli Stati Uniti con un meritato premio, la Coppa Volpi, assegnato a Colin Firth per la migliore interpretazione maschile. Ora...la tentazione di avventurarmi in un personale encomio alla figura di Tom Ford, stilista ma ancor più artista, è fortissima. Magari la prossima volta.


Dopo ben sette anni Tom è tornato sempre lì, a Venezia, questa volta a rincorrere il Leone d'Oro con il film "Animali Notturni", tratto dal romanzo "Tony&Susan" di Austin Wright. 
Leone d'Oro assegnato meritatamente al cineasta indipendente Lav Diaz per il film "The Woman who left", e un dignitoso secondo posto (Leone d'Argento) per Tom Ford alla regia di Nocturnal Animals.

Il film è uscito nelle sale italiane il 17 novembre e il 18 sera ero pronta, al cinema, in attesa di assistere ad uno spettacolo intriso di bellezza, dopotutto era quello che mi aspettavo da te, Tom. Il film inizia tra il grottesco e quel fascino disgustoso che ti incolla allo schermo. Una sinfonia di nudi adiposi che volteggiano morbidi, disinibiti, fino a diventare parte integrante di una mostra organizzata da Susan Morrow (Amy Adams). Una vita lussuosa, borghese, quella di Susan. All'apparenza una vita perfetta, ma la donna è annoiata dalla stessa galleria d'arte che gestisce quasi per inerzia e senso del dovere. Una figura femminile complessa che vive con la paura costante di trasformarsi in ciò che ha sempre odiato: sua madre. Sposata in seconde nozze con Walker, un marito assente, fedifrago, sempre in viaggio e che la trascura. Diciannove anni prima Susan era sposata con Edward, (Jake Gyllenhaal), uno scrittore in erba, di cui era follemente innamorata. Un uomo sensibile e romantico che Susan finì, col tempo, per considerare debole, al limite dell'inettitudine, e che lasciò nel più brutale e straziante dei modi.


Un giorno, Susan riceve un pacco che contiene un libro: un'opera dal titolo "Animali Notturni", scritta da Edward e dedicata proprio a lei, alla quale chiede di leggerlo e dargli un parere sincero dal vivo, se lo avesse voluto. Sin da subito si coglie quanto il film coinvolga più piani narrativi, quasi fosse un racconto nel racconto, una struttura narrativa brillante e ricca di flashback. Susan inizia di notte a leggere il libro, ne viene rapita e catturata, non riesce a chiudere occhio. Il libro parla di un qualcosa di così violentemente vero e tremendo che la sua vita ne risente. La storia che racconta Edward nel libro è cruda, macabra, forte e altro non è che la metafora di un'esistenza devastata, vissuta in quel modo a causa di Susan. La regia di Tom Ford ti cattura, ti tiene col fiato sospeso dalla prima sequenza all'ultima, intrecciando sapientemente le due storie che alla fine diventano tre. Le due storie si alternano in modo ansiogeno e minimalista, il dolore di Tony, protagonista del libro, e di Susan ti si annoda in gola, non ti abbandona. Più di una volta mi sono ritrovata a trattenere il respiro, una sensazione di strazio e sfinimento mi hanno accompagnata per tutti i 117 minuti del film. 


La storia di Tony è molto cruda, un viaggio verso la violenza e la morte in uno scenario texano arido e desolato. I colori del film sono piuttosto cupi, l'oscurità in cui si muovono gli "animali notturni", carnefici brutali e senza pietà, diventa protagonista di uno sfondo di violenze e morte di innocenti. Quando le tenebre lasciano spazio al giorno, sembra quasi di entrare in un ambiente catartico dove gli animali notturni devono guardarsi allo specchio e fare i conti con le conseguenze delle proprie scellerate azioni. Un thriller coi fiocchi ma anche un film d'amore perchè parla di vendetta e di odio, dell'odio furente di un uomo a cui è stato tolto tutto, anche un figlio, dalla donna che amava e che l'ha tradito. La bravura di Tom Ford fa sì che lo spettatore si chieda da cosa sia nato tutto questo odio e sete di vendetta. L'ho trovato impeccabile, non trascura nulla e sta attento ad ogni dettaglio, scenografia e fotografia efficace e realistica, una regia cinica che sa spogliare i personaggi e le loro anime. 


Un cast ineccepibile, Jake bellissimo e intenso, interpreta un uomo consumato dal dolore e dall'impotenza di fronte alla morte; Amy Adams è quasi fastidiosa, talmente è perfetta nell'interpretazione. In molti passaggi del film mi sono ritrovata nelle sue parole e nei suoi comportamenti. Data la drammaticità del ruolo che interpreta non so ancora come interpretare questo intreccio fra le nostre personalità. Sarò anche io un "animale notturno"?
Perchè mi è piaciuto così tanto il film? Principalmente perché il film è un evidente atto di accusa contro il tradimento e l'abbandono. Il tema dell'abbandono pervade il film e i suoi protagonisti. Se, inizialmente, ad essere abbandonato è stato Edward, nel finale sarà la stessa Susan a rimanere seduta in quell'elegante ristorante da sola, ad aspettare invano nel suo meraviglioso vestito verde, l'ex marito. Ancora una volta l'attenzione del regista si dirige verso la condizione di profonda solitudine esistenziale, tema ricorrente in tutto il film. Emozionante, intenso. Da togliere il fiato.






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